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Seduto su una panchina, le mani a girare in un sacchetto di carta.

Piano, i ricordi escono come briciole , un uccellino si posa sulla spalliera della panchina, illuminato dal sole…chissà quale viaggio ha fatto per essere attirato dal rumore della carta.
La curiosità lo porta a prendere confidenza:ora gira sulla spalla, poi verso le gambe, e muove il becco a cercare briciole….

“Due mani si toccano in una giornata di pioggia sotto gli occhi adombrati di una ragazzina,
un fiore che si bagna sotto gocce grosse come coccinelle, passi veloci verso un riparo che regala un sorriso”
“Due fossette che si animano e contente sistemano una conchiglia vicino ad un tulipano, un vetro a difendere da polvere e tempo”
“Un disco a suonare e suonare e ancora suonare  aspettando due lacrime su una guancia”

Sono briciole di pensieri, non nutrono altro che spirito e anima….

L’uccellino muove veloce le ali e vola via.

Sono momenti che hai tatuato sulla pelle, scolpiti nella memoria e scalfiti da rammarico e tenerezza.

La città, intanto, fa sentire stranieri, come un clown reciti una parte che agli occhi della gente sembra quello che non è.
La maschera si toglie e il profumo di una rosa gialla di mischia alla malinconia.
….solo ricordi, briciole.

Il rumore di un treno, il volo di un uccellino, l’alzarsi da una panchina;
rimettersi a camminare nella bella giornata che la luna porterà a termine calando il sipario

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