Pegas(in)o

Tutti i giorni si alzava presto e cercava di migliorare il suo aspetto. Vedeva Pegaso distante e voleva assomigliargli in tutto e per tutto.
Non sentiva la fatica ma non riusciva a far spuntare le ali.
Il colore, poi era un grigio che tendeva al nero e il bianco del manto di Pegaso sembrava un ‘utopia.
La corsa era soddisfacente ma non riusciva a volare….
Ogni giorno saltava ostacoli sempre più importanti ma il volo era un’ altra cosa.
Pegaso intanto cavalcato da Bellerofonte riusciva in imprese incredibili, combatteva nei mari, trasportava saette, volava verso le stelle.
Lui guardava e ammirava…. Ma non riusciva ad emulare il suo idolo.
Un giorno cominciò a correre sempre più veloce fino ad arrivare ad un burrone e lanciarsi nel vuoto.
Il suo padrone urlo il suo nome…corse verso il dirupo e si gettò per salvarlo.
Il volo non era così emozionante come credeva e vedere al suo fianco il suo padrone che cercava di salvarlo gli fece capire che essere eroe era un’altra faccenda che vivere di sogni.
La terra era sempre più vicina, ormai il destino sembrava compiersi.
Pegaso arrivò volando e salvò entrambi….
Il padrone ringraziò il cavallo alato e abbracciò forte il suo animale.
Poi…. Più tardi nel suo piccolo recinto prese un pezzo di corda e lo lego’ alla zampa dell’animale….. Ricorda: sei un asino non puoi essere Pegaso ma ti voglio troppo bene e anche se non hai le ali o non sei bianco combatti la terra tutti i giorni per me, porti quello che il mio fisico non riesce e controlli tutto il podere… Tu sei il mio eroe e questo mi basta….
L’asino guardò il suo padrone ed emise un forte raglio … Dall’alto Pegaso splendeva forte e una leggera pioggia simile ad un nitrito accarezzo ‘ l’ animale

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