leggendo emozionandomi (...ossi di seppia)

delle pietre al sole in circolo.
una sopra l’altra a dare ombra e nascondere l’acqua.
una fune che la carrucola abbraccia e accarezza, unico ponte tra luce e ombra.
un secchio che parte per tornare ricco di povertà.

il corpo si presta ad umido e pulito, il viso scruta nel fondo del mastello in cerca di immagini che piano, regalano memoria.

una farfalla vola nell’aria, le ali colorano la luce che il sole provoca spavaldo filtrando le nuvole.
un volto esce: a coprire gli occhi, la mano nodosa dice che gli anni passano, le labbra assaporano l’acqua e timide si asciugano al polso.
quante volte il riflesso ha mostrato maschere, quante volte sono state gettate e cambiate, quante volte abbiamo pensato di ingannare noi stessi.

un sentiero mostra il cammino, alberi, verde, vento e cadenza ritmano i passi.
uno dietro l’altro, quasi una marcia, avanti avanti e ancora avanti.
un punto lontano sembra aspettare, un’ombra si stacca dal sole e sembra andarsene senza aspettare.
dove devo andare?
cosa faccio qui?
nessuno muove una mano, indica una via: solo…..tu e tu….

l’odore del mare arriva alle narici, finalmente….
ma è solo un odore, le onde frangono a mille miglia e la risacca si diverte con i tuoi ricordi.

sabbia non ne trovi.
aspetti che altre maschere vengano indossate, che altra acqua lavi il tuo corpo….

aspetti..

no, non puoi aspettare, domani arriva in fretta e bisogna essere pronti, bisogna correre, sentire le foglie che cadono e rincorrere quella farfalla.
libero.
libero.
libero.

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