A mio nonno Michele...

Tu e lui, un tavolino sul mare, due bicchieri di vino davanti e parole,parole.
Guardi i suoi occhi e non capisci se ti prende in giro, ti lascia parlare, tu ti accalori ti esalti quasi, lui, tranquillo, ti sorride e mentre lo fa vedi in lui nostalgia, le sue mani callose, quasi profumate di soffritto, piene di  taglietti e bruciature, testimoniano la tua stessa passione, roteano piano a mimare un rituale e allora capisci che ti sta raccontando la sua vita, il suo lavoro.
Una stufa con una piastra rovente, sopra ,tutto il giorno a bollire un pentolone, il fuoco basso, di lato sui banconi in marmo i coltelli viaggiavano veloci, le fruste turbinavano l’aria , un caldo che ti seccava la gola, le teglie a bruciarti le mani se, per caso , ti eri dimenticato il torcione,  l’olio che a temperatura ti dava alla testa con quel suo odore, e tu al caldo facevi saltare carne e pesce, pasta e verdure, e il giorno dopo la stessa cosa, così negli anni.
Ascoltando i suoi racconti ti vedi nel passato, niente paco jet, no abbattitori, frighi ,quello che erano, niente induzione, niente piastre roventi  o forni statici, …….ma come facevano? Poi  lo senti raccontare di quando ha servito quella zuppa di pesce , lasciata a bollire a fuoco basso con tutti i pezzetti avanzati dai tagli per i clienti, che aveva  fatto per il personale del  ristorante,  assaggiata per caso da quel cliente importante che era venuto a salutarlo in cucina, …..bollire a fuoco basso ,questo era il segreto, poi nel tempo i cugini d’oltralpe in dialetto provenzale definirono “bouillabaisse”….e via con altri aneddoti ….i suoi occhi cominciano a stringersi, sarà la luce serale, curioso gli chiedi come mai è diventato cuoco: ero giovane e dalle mie parti si lavorava poco o niente, ho fatto il fagotto e…giù al mare, primo impiego come garzone di cucina, poi la passione mi ha portato ad entusiasmarmi al lavoro, ho costruito una famiglia , provato emozione nel vedere i figli crescere,  è come costruire un menu, pensi, valuti, crei,il tutto in maniera spontanea, sempre pronto ad imparare da tutto quello che ti circonda,……
I miei occhi si stringono, sarà la luce della sera , oppure quelle cipolle che pelate danno fastidio, mi alzo e vedo che lo chef seduto davanti a me non esiste, era solo un ricordo, mi asciugo gli occhi, devo essere allergico alla cipolla o alla luce bassa oppure ai ricordi, quelli dei miei genitori che raccontavano di questa persona che io non ho conosciuto, un uomo che ha trasmesso se stesso alla cucina e alla famiglia, creando una sorta di saga,….mio nonno. 

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